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Dalla Troika al ‘Quartetto’, sono sempre i supercontrollori di Tsipras

Dalla “Troika” alle ‘Tre istituzioni’ al ‘Quartetto’. La denominazione dei supercontrollori delle politiche condotte dal governo greco non smette di adattarsi alla realtà con l’intento principale di addolcirla. Da quando Tsipras vinse le elezioni (le prime che lo portarono al potere), nei ‘palazzi’ europei il termine Troika venne bandito per smussare gli angoli nelle relazioni con il nuovo governo ellenico. Non è servito a molto, ma anche il linguaggio era un segno dei tempi. Così si parlava più neutralmente di ‘istituzioni dei creditori’. Sui media era apparsa l’onesta formula di compromesso ‘ex Troika’ (preferita anche da Il Sole 24 Ore Radiocor). Le persone erano le stesse, le politiche pure, la forma però era salva. Poi Tsipras nel cuore dell’estate ha dovuto capitolare e allora molti hanno ricominciato a parlare di Troika, perché al rigido controllo della Troika si tornava. Stesse persone, stesse politiche, stessi obiettivi.

Negli ultimi tempi comincia a circolare il termine ‘quartetto’: a Commissione europea, Fondo monetario e Banca centrale europea si aggiunge infatti l’European Stability Mechanism (Esm). Da tempo l’Esm partecipa alle discussioni sulla Grecia e alle missioni ad Atene. E’ il tesoriere, “ufficiale pagatore”, lo strumento operativo dei 19 governi della zona euro per raccogliere fondi sul mercato attraverso l’emissione di bond, fondi che poi vanno alla Grecia. Sarebbe meglio parlare di 3+1, perché l’Esm non ha un ruolo specifico sulla valutazione delle ‘policy’, tuttavia, si pensa che esplicitarne la presenza possa essere utile per un nuovo corso.

Curioso il fatto che di questi 4 o 3+1, uno dei partecipanti c’è… ma non c’è. E’ il Fondo monetario internazionale che, a causa delle profonde divisioni tra i suoi membri, ha deciso di non partecipare al terzo piano di aiuti alla Grecia. Obiettivo: forzare la mano ai governi europei sull’alleggerimento del debito ellenico. Ciononostante il Fondo monetario pesa molto nelle valutazioni su quanto Atene fa o non fa. I governi del Nord Europa, Germania compresa naturalmente, vedono nel ruolo del Fmi un argine di sicurezza. Alla Commissione spiegano che si tratta di una situazione transitoria e presto il Fmi entrerà nel terzo pacchetto di aiuti (peraltro il prestito Fmi alla Grecia scade nella primavera 2016). A Washington non si sbilanciano: vogliono vedere che cosa faranno i governi dell’Eurozona per rendere il debito ellenico davvero sostenibile.

 

Antonio Pollio Salimbeni Aps-y-