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Appuntamento a febbraio per verifica situazione Italia

Dopo l'approvazione della legge di stabilita' da parte del Parlamento entro febbraio la Commissione europea verifichera'  se ci sono le condizioni per accordare all'Italia la 'clausola' sugli investimenti che per il governo Letta vale lo 0,3% di deficit/pil. E' questo il calendario in base al quale si muovera' il commissario Olli Rehn che oggi ha confermato come la porta alla flessibilita' nell'applicazione delle norme di supervisione europea sui bilanci pubblici non sia chiusa per l'Italia. Intanto prosegue il negoziato sul messaggio politico che concludera' la discussione dei ministri finanziari dell'Eurogruppo domani pomeriggio: l'Italia e altri paesi non vogliono che ci siano valutazioni sui singoli casi. Secondo fonti europee minimo ci sara' un riferimento alle valutazioni generali della Commissione per gruppi di paesi.


La scelta del mese di febbraio da parte della Commissione non e' causale: le nuove stime macroeconomiche d'inverno sintetizzeranno le valutazioni qualitative sulle leggi di bilancio nazionali. Per passare dal no attuale alla clausola per gli investimenti per progetti di interesse europeo co-finanziati al via libera, e' necessario che la legge di stabilita' rifletta almeno in parte l'impegno a garantire una riduzione del debito/pil nel 2014 e che a questo scopo ci siano gia' dei risultati dall'operazione di "spending review" e magari anche nelle privatizzazioni nella parte iniziale dell'anno. "Quanto piu' sara' chiaro il percorso, saranno chiari i meccanismi che una volta istituiti porteranno dei risultati certi piu' avanti, meglio sara'" hanno indicato fonti Ue.
  Alla riunione di domani pomeriggio, riunione straordinaria dedicata esclusivamente alle politiche di bilancio, il ministro Fabrizio Saccomanni andra' con tutte le decisioni predisposte negli ultimi giorni per 'cementare' la legge di bilancio. Per quanto le opinioni della Commissione abbiano irritato molti governi, dall'Italia alla Spagna alla Francia, nessuno si aspetta l'esplosione di grandi contrasti. Ma nelle stanze dei 'palazzi' Ue il negoziato sulle cose da dire pubblicamente sulle valutazioni della Commissione europea non e' facile. L'Eurogruppo non deve decidere nulla, quelle della Commissione sono valutazioni che devono essere discusse dai ministri, non ci sono passi formali da fare, si tratta di vedere fino a che punto governi e parlamenti vogliono tenere in considerazione le nostre opinioni", ha indicato oggi il portavoce del commissario Rehn. E' evidente pero' che i giudizi della Commissione chiamano in causa direttamente la questione politica dell'equilibrio tra misure di austerita' e misure di risanamento dei bilanci in una fase con accresciuti rischi di deflazione. La Commissione ritiene di avere dato prova di flessibilita' e di responsabilita' non rinviando al mittente nessun progetto di finanziaria anche se in punta di cifra sarebbe stato il caso. Non aveva ne' lo spazio politico ne' tutti gli argomenti tecnici per una scelta del genere e, in ogni caso, la 'bocciatura' secca di un progetto di bilancio avrebbe inevitabilmente delle ripercussioni a catena sui premi di rischio del paese in questione. I governi di Italia e Spagna hanno sollevato una questione di congruita' delle stime di crescita della Commissione, peggiori rispetto a quelle governative. BRUXELLES ribatte con l'argomento classico: non possiamo tenere conto di risultati incerti su taglio spese o privatizzazioni il cui impatto puo' essere valutato soltanto ex post.
  Sull'Italia la settimana scorsa la Commissione aveva concluso l'esistenza del "rischio che il documento programmatico di bilancio per il 2014 non sia conforme alle regole del patto di stabilita' e crescita e che in particolare non sia rispettato il parametro di riferimento della riduzione del debito nel 2014". L'Italia fa parte di un gruppo di paesi (Spagna, Lussemburgo, Malta e Finlandia) che hanno presentato progetti di finanziaria 2014 "a rischio di non rispettare" gli impegni europei. Gli altri tre gruppi sono cosi' ripartiti: Estonia e Germania fanno coppia unica, e' un gruppo che chiaramente rispettano le regole di bilancio europee; Francia, Olanda e Slovenia preoccupano perche' non hanno margini per fronteggiare eventuali deviazioni dagli obiettivi per cui la correzione del deficit eccessivo e' a rischio; Belgio, Austria e Slovacchia potrebbero avere qualche problema nel medio periodo non nel rispetto dell'obiettivo di correzione del deficit eccessivo quest'anno.