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Dopo il voto tedesco, più margini di manovra ma è meglio non farsi illusioni

Grandi felicitazioni dalle istituzioni europee alla cancelliera Angela Merkel: i presidenti Ue, della Commissione e dell’Europarlamento si sono affrettati a comunicare alla leader tedesca i migliori auguri. Dai  commenti e dalle valutazioni non ufficiali nei ‘quartieri generali’ di Ue e Commissione emerge chiaramente una sorta di “sollievo” per l’uscita di scena dal gioco politico tedesco dei liberali, che durante tutta la gestione della crisi dell’Eurozona hanno fatto pesare le posizioni piu’ inflessibili. La sensazione prevalente, nel caso in cui Merkel ‘imbarchi’ i socialdemocratici in un governo di coalizione (o i Verdi), e’ che ci saranno piu’ margini per discussioni meno irrigidite, ma è del tutto fuori luogo immaginare cambiamenti di prospettive, soprattutto repentini.

  Jose’ Barroso e
Herman Van Rompuy hanno usato le solite parole di rito per formulare gli auguri
alla cancelliera, che nel consesso europeo puo’ vantare una posizione ancor
piu’ di rilievo essendo stata, come ha commentato un alto funzionario europeo,
“supervotata”. Angela Merkel e’ la piu’ ‘vecchia’ di esperienza europea dopo
Barroso e il lussemburghese Jean Claude Juncker, ultimamente scivolato sulla
buccia di banana di uno scandalo che ha coinvolto i servizi segreti nazionali
(il premier e’ stato accusato di non aver esercitato la necessaria vigilanza e
ora passera’ al vaglio delle elezioni). Per nulla scontate invece le parole del
presidente del Parlamento Martin Schulz, tedesco e socialdemocratico in corsa
per diventare il prossimo presidente della Commissione: “L’intera Europa guarda
con grande interesse la formazione di un governo, come con altre elezioni in
Francia, Italia o Grecia osserviamo che abbiamo creato una politica interna
europea e un sempre piu’ ampio spazio pubblico europeo”. Come dire: signora
cancelliera ogni sua mossa sara’ scrutinata nelle altre capitali e nelle
famiglie politiche europee che già si stanno scaldando per la competizione
elettorale europea della prossima primavera.

 Difficile posizionarsi
prima di conoscere partecipanti alla coalizione e programmi politici. “C’e’ un
certo sollievo perche’ i liberali dell’Fdp non sono entrati in parlamento e
questo sgombra il campo da posizioni molto agguerrite come quelle che abbiamo
visto quando si e’ trattato di salvare la Grecia , di rivedere le condizioni
dei prestiti, di impostare l’unione bancaria e via di seguito”, commenta un
anonimo alto funzionario europeo. E’ probabile che se la Spd entrera’ nel
governo, potra’ allargarsi il gioco politico con paesi diversi. Ma dove
potrebbero portare tali elementi di maggiore “movimento” nel teatro politico
europeo e’ impossibile dire. Lo stesse fonti indicano che non bisogna farsi
illusioni perche’ in vista ci sono le elezioni europee e il voto anti-euro (che
oggi in Germania è risultato sconfitto) puo’ invece riemergere e una volta
fatta la conta nel nuovo Europarlamento la pattuglia eurofobica transnazionale
potrebbe essere piu’ popolata di quanto lo è oggi.

  I principali dossier europei sui quali dovra’
schierarsi la nuova coalizione sono le regole della risoluzione bancaria,
innanzitutto, la tassazione dell’energia, la cooperazione rafforzata sulla
tassa delle transazioni finanziarie, la gestione dei salvataggi tra uscite
(Irlanda e Spagna), traccheggiamenti (Portogallo) e nuovi aiuti (Grecia), la
vigilanza sulle leggi finanziarie 2014. Il primo punto e gli ultimi due
costituiscono il succo dell’azione politica europea dei prossimi mesi. Secondo
gli osservatori, per quanto i socialdemocratici tedeschi, se dovessero
partecipare alla grande coalizione, si siano esposti a favore
dell’approfondimento dell’unione monetaria fino agli Eurobond, sara’ difficile
aspettarsi forti rivolgimenti. Cosi’ come sugli elementi di flessibilita’ nella
vigilanza sui conti pubblici. Le prime dichiarazioni della cancelliera sulla
non necessita’ di un cambiamento delle politiche europee sono indicative.