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Bce, ai governi la scelta se rompere con l’Europarlamento su Mersch

Fino a ieri si pensava che il governatore della banca centrale lussemburghese avrebbe potuto anche farcela, ma nel voto di stamattina a Strasburgo le poche certezze sono state smentite. In realtà si è trattato di un voto quasi annunciato: Van Rompuy ha cercato di convincere i deputati l’altro giorno parlando alla sessione plenaria, ma si è presentato sostanzialmente a mani vuote limitandosi a perorare con dotti argomenti la causa del riequilibrio di genere ai vertici delle istituzioni, particolarmente in quelle economiche e finanziaria come la Bce (che una donna nel ‘board’ l’ha pure avuta per anni, prima la finlandese Sirkka Haemaelaeinen e poi l’austriaca Gertrude Tumpel-Gugerell), ma pochissime se ne trovano nei ‘board’ delle banche centrali nazionali). Nei corridoi del Parlamento europeo in questi giorni si racconta che nei colloqui riservati dopo l’ultimo Vertice Ue, un ‘riscatto’ femminile potrebbe aversi nel momento in cui emergeranno i candidati (se una procedura trasparente sarà adottata) alla guida del consiglio di vigilanza bancaria Bce, ma si tratta in ogni caso di una istituzione che ancora non esiste sulla quale si sta trattando. Il voto è stato trasversale, anche se esplicitamente solo il Pse (anche se un certo numero di deputati del gruppo ha votato per il lussemburghese), i Verdi, i liberali, il Gue (sinistra) si fossero schierati contro la candidatura Mersch (le sue qualità professionali non sono state comunque mai messe in discussione). Tormentato il Ppe, ma i no sono arrivati anche da lì. Ciò che ha creato la più totale insoddisfazione è che tra i candidati a sostituire lo spagnolo Manuel Gonzales-Paramo non ci fosse nemmeno una donna. "Il Parlamento è stato chiaro, vogliamo la diversità, un direttorio della Bce comporto unicamente da uomini nel 2012 e fino al 2018 non è accettabile – ha dichiarato la liberale francese Sylvie Goulard -, giuridicamente il Consiglio può confermare Mersch, ma sarebbe un errore politico enorme e un pessimo segnale". Sulla stessa linea la presidente della Commissione affari economici e monetari Sharon Bowles (britannica, anch’essa liberale): "Occorre più di un negoziato raffazzonato e di promesse insoddisfacenti se vogliamo avere la parità di genere alla Bce, Van Rompuy non ha promesso nulla, nemmeno una tabella di marcia per le nomine future di donne per il ‘board’ Bce". Bowles si è appena candidata a sostituire Mervyn King alla guida della Banca d’Inghilterra. I ministri finanziari ora devono valutare se procedere con Mersch facendo finta di nulla o al limite impegnarsi a gestire in tutt’altro modo la candidatura per il futuro consiglio di vigilanza bancaria, oppure cambiare ‘cavallo’ riaprendo il processo di nomina da capo. Questa seconda ipotesi al momento appare improbabile. Resta da ricordare che i rapporti governi-Europarlamento in questo periodo sono piuttosto tesi, basti pensare alle profonde divisioni sul bilancio pluriennale 2014-2020 e alle nuove normative bancarie.