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Microsoft, oltre al danno (per la concorrenza) anche la beffa

Ciò che colpisce dell'ennesimo episodio della lunga guerra tra l'Antitrust europeo e Microsoft (con un procedimento inaugurato dal commissario Mario Monti nel 2004 con una multa di 497 milioni di euro per abuso di posizione dominante per la vendita abbinata di Windows Media Player al sistema operativo Windows) non é tanto la decisione dello spagnolo Joaquin Almunia di aprire una inchiesta formale per sospetto abuso di posizione dominante (di nuovo), quando il bassissimo profilo della reazione del colosso di Redmond: scusate, c'é stato un errore tecnico, rimediamo subito. Paura che l'inchiesta sarà rapida, paura di rischiare una punizione esemplare. Perché Bruxelles, oltre al danno alla concorrenza e ai milioni di utilizzatori di Internet che non hanno potuto scegliere se navigare con Explorer o con Chrome di Google o Firefox di Mozilla (o con gli altri nove 'browser' in commercio), c'é stata anche la beffa: sette mesi fa Microsoft disse che tutto era perfetto.
L'inchiesta Antitrust sarà accelerata, può finire con una multa (fino al 10% del fatturato) tanto più se sarà accertato che Microsoft ha agito consapevolmente, una multa che si aggiungerà a quella record del 2008 per quasi 900 milioni (poi ridotta di 40 milioni dal Tribunale Ue), dopo quella di 280,5 milioni di due anni prima e dopo quella affibbiata da Monti otto anni fa. Una bella collezione anche per Microsoft.