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Grecia ai ferri corti con i creditori, il negoziato rischia di deragliare

E’ ormai un rompicapo sul quale rischiano di infrangersi le migliori intenzioni: gli effetti politici del braccio di ferro tra Grecia e creditori europei e internazionali (Fondo monetario) si riverseranno tutti domani sul tavolo dei capi di Stato e di Governo della Ue. Una riunione a cinque con Tsipras, Merkel, Hollande, Draghi e Tusk (il presidente dell’Unione
europea e’ anche presidente dell’Eurosummit) e’ gia’ fissata per domani sera. L’ha chiesta Tsipras per cercare di ottenere sul piano politico cio’ che non riesce a ottenere al livello dei negoziato tecnici in ambito Ecofin. Gli altri hanno dovuto accettare. E’ chiaro che la situazione e’ via via peggiorata. La legge umanitaria per i buoni pasto a 300 mila greci e forniture elettriche gratis a 30 mila famiglie (200 milioni di euro) e’ il nuovo motivo di discordia. Dimostra che Atene procede anche senza accordo e cio’ e’ inaccettabile per i creditori. “Abbiamo la sensazione che il tempo per la Grecia scadendo”, ha dichiarato il ministro delle finanze tedesche Schaeuble. In sostanza, c’e’ il rischio che l’intero processo negoziale deragli. Ecco perche’ il presidente della Commissione Jean Claude Juncker ha chiesto al grande debitore come ai creditori di ‘darsi una regolata’ evitando di scherzare con il fuoco: “Sono preoccupato” per l’andamento
del negoziato.

Il governo si e’ aggiudicato oggi 1,3 miliardi di sottoscrizione di bond a tre mesi, nella terza asta consecutiva che si e’ conclusa con successo. Li aggiungera’ a 300 milioni in asta domani per poter pagare 1,6 miliardi di riscadenzamenti venerdi’. A brevissimo non c’e’ timore di una crisi di liquidita’. Ma il rischio aleggia, tanto e’ vero che il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha indicato che in caso di difficolta’ non c’e’ alcun automatismo che porta all’uscita dall’unione monetaria. Prima di arrivare a tanto ci sono delle opzioni, prima fra tutte la chiusura temporanea delle banche e il ripristino dei controlli sui movimenti di capitale. A dimostrazione dei nervi a fior di pelle, tale
dichiarazione e’ stata interpretata – anche ad Atene – come un ricatto.
A parlare di un incidente che potrebbe condurre al deragliamento del negoziato e’ stato il ministro delle finanze francesi Michel Sapin: “Noi faremo qualsiasi cosa per evitare un incidente e credo che lo eviteremo”. Stando a indiscrezioni le ultime riunioni creditori-Grecia non hanno portato sostanzialmente a nulla. La sola novita’ e’ costituita dalla ‘legge umanitaria’ portata avanti unilateralmente dal governo di Atene. E per i creditori e’ il segnale opposto a quello voluto.

Tsipras ha chiesto un incontro politico al massimo livello europeo. Lunedi’ sara’ a Berlino invitato da Angela Merkel. Le occasioni per ritessere una tela non mancano. E’ difficile pero’ che la riunione a cinque di domani sera possa avvicinare le parti concretamente, sui dettagli del complesso pacchetto per completare il programma attuale, dare sostegno finanziario alla Grecia fino a giugno e definire che fare dopo giugno. I capi di Stato e di Governo non vogliono
concedere spazio a Tsipras nel momento in cui il negoziato condotto nel quadro Eurogruppo non fa alcun progresso. D’altra parte ci si chiede quanto possano tenere questa posizione se l’alternativa e’ rischiare, appunto, un “incidente”. Il livello di fiducia reciproca e’ al punto piu’ basso. Tra le tante cose che si dicono dentro e fuori i ‘palazzi’ Ue a Bruxelles, c’e’ anche il problema-Varoufakis,
inviso a diversi ministri. Si racconta che lo stesso Dijsselbloem preferisca rivolgersi direttamente a Tsipras. E’ del tutto improbabile che Tsipras cambi ‘cavallo’, anche se questa sarebbe una segreta speranza di qualcuno a Bruxelles.