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La prova europea di Monti non riguarda solo l’Italia

Per Mario Monti comincia la 'provà europea: domani gli incontri con Barroso e Van Rompuy, giovedì a Strasburgo con Merkel e Sarkozy, il 29 e il 30 Eurogruppo ed Ecofin. Spiegare, chiarire, convincere: la strada é in salita, ma le condizioni in cui Monti comincia ad agire sono favorevoli visto il credito personale che ha in Europa e visto che, a quanto pare, non intende limitarsi alle urgenze italiane, ma vuole pesare fin dall'inizio nelle scelte di fondo sulla gestione della crisi: ruolo dell'Efsf, eurobond, messa in sicurezza del settore bancario. Ci sono tutte le premesse perché possa farlo, incidendo nelle discussioni in corso soprattutto tra Francia e Germania, il perno insufficiente di un'Eurozona che rischia di essere risucchiata dalla crisi del debito sovrano. Anche per l'Italia non c'é un prima (rimessa in sesto dei conti, impostazione delle riforme strutturali) in attesa di un dopo (soluzione della crisi greca, rafforzamento del coordinamento economico nell'Eurozona con una disciplina di bilancio spinta al massimo, condizione necessaria per ipotizzare una condivisione dei rischi del debito). O le cose procedono insieme o i paesi sotto tiro faranno la fine dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie che via via muoiono tutti. La conferma che la tripla A della Francia é a rischio, segnala che l'Eurozona sta toccando il limite: la crisi potrebbe impennarsi di nuovo e travolgere le sue (deboli) difese a cominciare dal Fondo salva-stati che si regge proprio sulle tripla A di 6 paesi su 17.