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Vigilanza finanziaria, in alto mare l’accordo sui poteri delle nuove Autorità

E' in alto mare l'accordo sui poteri di supervisione delle nuove Autorità europee su banche, assicurazioni e Borse. La discussione di mercoledì all'Ecofin si annuncia molto difficile principalmente a causa del blocco britannico sull'attribuzione di funzioni significative di decisione e coordinamento in caso di divergenze tra le Autorità nazionali e di emergenze. Gli ottimisti si aspettano almeno un'intesa di massima lasciando aperti importanti dettagli. Il governo britannico ha confermato che vada come vada il confronto all'Ecofin, il 'pacchetto' vigilanza dei mercati finanziari sarà oggetto di discussione al vertice Ue del 10-11 dicembre. La partita è non meno difficile di quelle ingaggiate sulle regole del mercato delle tlc e dell'energia, forse di più, dato che l’economia non è ancora uscita dall'emergenza finanziaria. Viene giocata senza esclusione di colpi con i britannici che non considerano neppure chiuso il capitolo della supervisione macro-prudenziale (esercitata dall'Autorità che sarà guidata dal presidente Bce) rifiutandosi di dare il via libera definitivo in attesa di vedere l'esito del negoziato sulla supervisione micro-prudenziale (che sarà esercitata da tre Autorità Ue per i diversi settori, banche, assicurazioni e Borse). Motivo: limitare al massimo il trasferimento di poteri dall'autorità nazionale di supervisione all'Autorità Ue.

  In questa materia il Consiglio vota a maggioranza qualificata non all'unanimità, ma è evidentemente impossibile far passare una regolazione sulla vigilanza finanziaria con l'opposizione di Londra per quello che
rappresenta la City in Europa e nel mondo. Attualmente ci sono 21 paesi d'accordo con il compromesso
preparato dalla presidenza svedese, sei contrari. Tra questi anche Italia e Romania su alcuni aspetti (l'Italia preme per soluzioni che assicurino l'imparzialità delle decisioni e che le Autorità Ue possano avere funzioni  tali da poter assumere decisioni che dirimano le divergenze tra autorità nazionali), ma il vero scoglio è costituito dal Regno Unito. Gli altri tre paesi che sollevano questioni sono Francia, Germania e Romania. Via via sono stati espunti dal testo della Commissione importanti proposte importanti come quella di affidare "poteri esclusivi di supervisione a entità di ampia dimensione comunitaria": è rimasta solo la vigilanza alle agenzie di rating.  Ecco i cinque i punti sui quali è aperto il dissenso.
  SUPERVISIONE DIRETTA – In caso di mancato rispetto delle leggi comunitarie, in circostanza limitate l'Autorità di supervisione europea deve poter prendere decisioni indirizzate direttamente alla singola istituzione
finanziaria nel caso in cui l'autorità nazionale non applica la legge Ue. Il Regno Unito ha riserve sullo stesso
principio di trasferire poteri di supervisione diretta. 
  DIVERGENZE TRA AUTORITA' – E' in discussione la portata della mediazione vincolante fatta dall'Autorità Ue in caso di disaccordo tra autorità nazionali su situazione che hanno implicazioni transfrontaliere. In particolare se l'Autorità Ue deve avere o meno potere di mediazione su questioni sulle quali le autorità nazionali hanno poteri discrezionali (anche la Francia ha una riserva su questo).
  CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA – Alcune delegazioni chiedono misure più forti per assicurare che le decisioni prese dall'Autorità Ue non interferiscano in alcun modo con le responsabilità di bilancio degli stati (è un punto cui tiene in particolare modo anche la Germania).
  EMERGENZE – In discussione l'ampiezza dell'intervento dell'Autorità Ue in caso di eventi che possono mettere a rischio seriamente il funzionamento dei mercati o la stabilità del sistema finanziario. Londra e Berlino vogliono limitare il ruolo Ue al semplice coordinamento dell'azione delle autorità nazionali, mentre la proposta sul tavolo indica che "l'Autorità Ue può adottare decisioni individuali con cui si chiede alle autorità nazionali di prendere le azioni necessarie". Inoltre Londra non vuole attribuire alla Commissione Ue il compito di decidere se ci si trova in una situazione "di emergenza", potere da attribuire al Consiglio (Comitato economico e finanziario).
  VOTO – Per le modalità di voto la proposta di compromesso prevede maggioranza qualificata solo per le
decisioni sugli standard tecnici obbligatori, le raccomandazioni e indirizzi di lavoro (questi ultimi due non
vincolanti), il resto a maggioranza semplice.
   E'  possibile che mercoledì i ministri dell'Ecofin annuncino un accordo politico di massima in modo da poter
cominciare le prime discussioni con l'Europarlamento in attesa che si sciolgano alcuni delle riserve avanzate.